Risi e bisi

Il 25 aprile è una data molto importante per Venezia: in quel giorno si commemora il supplizio di San Marco ucciso ad Alessandria d’Egitto nella seconda metà del I secolo d.C. Un tempo, alla fine della processione di commemorazione (e che si svolge tutt’ora alla presenza delle autorità cittadine), il Doge affacciato al balcone di Palazzo Ducale era solito salutare il popolo con in mano un piatto di risi e bisi, riso e piselli, il più tradizionale della gastronomia veneziana. I piselli, essendo una primizia primaverile, erano un segno di buon auspicio.

Risi e bisi e fragole invece diventa un patriottico simbolo gastronomico contro l’occupazione austriaca nel XIX secolo, rappresentando il bianco, verde e rosso del tricolore italiano. Al grido di “risi, bisi e fragole” gli ortolani del mercato di Rialto prendevano in giro la polizia austriaca. Un po’ come il famoso ‘Viva Verdi‘ scritto sui muri delle città del nord Italia, dove Verdi era acronimo di Vittorio Emanuele Re d’Italia.

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