Il Vino: Cenni Storici

 

vino (generico)

Il Vino è una bevanda alcolica, ottenuta dalla   fermentazione  (totale o parziale) del frutto della VITE, l’UVA (sia essa pigiata o meno), o del MOSTO.

Esso si può ottenere da uve appartenenti alla specie VITIS VINIFERA o provenienti da un incrocio tra questa ed altre del genere VITIS, come ad esempio la VITIS LABRUSCA, ecc.  In Italia, per la produzione del vino, possono essere usate solo uve appartenenti alla specie Vitis Vinifera.

Nel Valdarno Superiore, sono stati ritrovati in depositi di lignite, reperti fossili di tralci di vite (Vitis Vinifera) risalenti a 2 milioni di anni fa. Diversi ritrovamenti archeologici dimostrano che la Vitis Vinifera cresceva spontanea già 300.000 anni fa.

Studi recenti tendono ad associare i primi degustatori di tale bevanda già al neolitico si pensa che la scoperta fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori dove gli uomini riponevano l’uva. Le più antiche tracce di coltivazione della vite sono state rinvenute sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia.

I primi documenti riguardanti la coltivazione della vite risalgono al 1700 A.C ma è solo con la civiltà egizia che si ha lo sviluppo delle coltivazioni e di conseguenza la produzione del vino.

La Bibbia attribuisce la scoperta del processo di lavorazione del vino a Noè, che avrebbe piantato una vigna con il cui frutto fece del vino che bevve fino ad ubriacarsi. Gesù Cristo scelse poi il vino nel sacramento dell’Eucarestia.

Sotto l’Impero romano, ci fu un ulteriore impulso alla produzione del vino, che passò dall’essere un prodotto elitario a divenire una bevanda di uso quotidiano. In questo periodo le colture della vite si diffusero su gran parte del territorio (in particolare in Italia, Gallia, Siria), e con l’aumentare della produzione crebbero anche i consumi.

Ad ogni modo il vino prodotto a quei tempi era molto differente dalla bevanda che conosciamo oggi. A causa delle tecniche di conservazione (soprattutto la bollitura), il vino risultava essere una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica. Era quindi necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie  per ottenere un sapore più gradevole.

Con il Crollo dell’Impero Romano, la Viticoltura, entra in una crisi dalla quale uscirà solo nel medioevo,  grazie soprattutto all’impulso dato dai monaci cistercensi e benedettini.

Proprio nel corso del medioevo nasceranno tutte quelle tecniche di coltivazione e produzione che arriveranno praticamente immutate fino al 18 sec. quando ormai la produzione ha carattere “moderno”. Ciò grazie alla stabilizzazione della qualità e del gusto dei vini, nonché all’introduzione delle bottiglie di vetro e dei tappi di sughero.

TIPI DI VINO:

Si intendono per vini ordinari quei vini immessi al consumo dopo aver subito il solo processo di vinificazione (quindi senza interventi tecnici successivi o aggiunte di altri componenti).

•Vino bianco

Il vino bianco si presenta all’aspetto di colore giallo in varie tonalità (dal verdolino all’ambrato, passando per il paglierino e il dorato); è generalmente caratterizzato da profumi floreali e fruttati, e va consumato ad una temperatura di servizio compresa fra 8 °C e 14 °C; al gusto prevalgono le sensazioni di freschezza e acidità, anche se con l’aumentare della temperatura di servizio potrebbero presentarsi sgradevoli sensazioni di amaro. Gli accoppiamenti ottimali sono con le pietanze a base di pesce, molluschi, crostacei, verdure, e carni bianche, ed in generale con piatti di cottura rapida e sughi poco strutturati.

•Vino rosato

Il vino rosato si presenta all’aspetto di colore tra il rosa tenue, il cerasuolo e il chiaretto; è generalmente caratterizzato da profumi fruttati, e va consumato ad una temperatura di servizio compresa fra 10 °C e 14 °C; al gusto prevalgono le sensazioni di leggera acidità, di aromaticità e di lieve corposità. Gli accoppiamenti ottimali sono con pietanze gustose a base di pesce, paste asciutte con sughi delicati, salumi leggeri. Quando si parla di spumante il termine più consueto è rosé invece di rosato.

•Vino rosso

Il vino rosso si presenta all’aspetto di colore rosso in varie tonalità (dal porpora al rubino fino al granato e all’aranciato); è generalmente caratterizzato da un’ampia varietà di profumi (fiori, frutta, confettura, erbe, spezie) e da una più o meno elevata sensazione di morbidezza, corposità e tannicità; va consumato ad una temperatura di servizio compresa fra 14 °C e 20 °C. Gli accoppiamenti ottimali sono con le carni rosse, la cacciagione, i formaggi, e tutte le pietanze basate su cotture prolungate e sughi strutturati.

•Vino novello

Dal colore intenso, gusto forte, non può essere immesso sul mercato prima del 6 novembre di ogni anno e se ne consiglia un consumo nei primi sei mesi perché poco stabile. Un accoppiamento ottimale e tipico del vino novello è con le castagne, e conseguentemente con gli alimenti a base di farina di castagne, castagnaccio.

VQPRD ? D.O.C ? D.O.C.G ? I.G.T ? Scopriamo insieme…VQPRD sta ad indicare “vino di qualità prodotto in regione determinata”, nel senso che la zona di origine della raccolta delle uve per la produzione di quel determinato vino è delimitata da una zona prestabilita dai singoli disciplinari.

Questa tipologia di vini, comprendente sia le DOC sia le DOCG, offre almeno due importanti garanzie: la certezza della buona qualità e l’origine. Questa certificazione, infatti, viene attribuita a vini le cui caratteristiche dipendono essenzialmente dai vigneti e dalle condizioni naturali dell’ambiente.

I VINI DOC

E’ l’acronimo di Denominazione di Origine Controllata; appartengono a questa categoria i vini in cui la zona di origine della raccolta delle uve per la produzione del medesimo vino è in sostanza delimitata come prevedono i disciplinari di produzione. Per la legislazione UE in vigore esso rientra nella categoria più ampia dei V.Q.P.R.D. Le caratteristiche identificative sono:

le zone geografiche di produzione , i vitigni, la tipologia del terreno di coltivazione dell’uva, le tecnologie di produzione e di invecchiamento, le caratteristiche del prodotto finito (acidità, estratto secco, gradazione alcolica minima, peculiarità organolettiche

Alcuni vini DOC possono riportare in etichetta alcune indicazioni aggiuntive:

indicazione “classico” per i vini prodotti nella zona di più antica tradizione (nell’ambito del territorio delimitato dal disciplinare);

indicazione “riserva” per alcuni vini sottoposti ad un invecchiamento più lungo del normale;

indicazione “superiore” per vini con caratteristiche migliori (grazie al buon andamento climatico dell’annata che ha permesso di raggiungere una concentrazione zuccherina più alta e quindi una maggiore gradazione alcolica).

I  VINI  DOCG

D.O.C.G. è l’acronimo del nome di “Denominazione di Origine Controllata e Garantita” e si attribuisce a quei vini aventi già la D.O.C, che oltre ad avere speciali pregi organolettici, abbiano acquisito una particolare fama. Per la legislazione UE in vigore questa denominazione rientra nella categoria più ampia dei V.Q.P.R.D.

La DOCG è la massima qualificazione prevista e, oltre a rispettare tutti i parametri stabiliti dal disciplinare per i DOC, i vini DOCG sono sottoposti ad un secondo esame da parte di enologi ed enotecnici durante l’imbottigliamento (mentre per la DOC i controlli sono effettuati ogni 3 anni).

Superata la prova vengono rilasciati al produttore speciali sigilli in filigrana, stampati dall’Istituto Poligrafico dello Stato e rilasciati dalla Camera di Commercio o dal Consorzio di Tutela agli imbottigliatori, in numero limitato secondo il quantitativo di ettolitri.

PROCEDURE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA DOC e DOCG:

La normativa comunitaria e nazionale prevede che per usufruire della Denominazione di Origine Controllata dei vini, i produttori devono fare richiesta alla regione di appartenenza per gli accertamenti chimico-fisici ed organolettici di cui al Regolamento CEE n.823/87, corredata di una relazione tecnica che illustri i fattori naturali ed i fattori umani che caratterizzano quel vino.

Per fattori naturali si intendono zona di produzione, natura dei terreni, esposizione e vitigno, mentre quelli umani sono rappresentati dai sistemi di allevamento, potatura, vinificazione ed invecchiamento.

Gli esami analitici ed organolettici devono essere effettuati per tutte le partite di vino atte a divenire DOC, DOCG. Ne consegue che il superamento dell’esame chimico-fisico ed organolettico è il presupposto indispensabile ed obbligatorio per qualificare con la Denominazione di Origine Controllata o con la Denominazione di Origine Controllata e Garantita le relative partite di vino.

Se gli organi tecnici della Regione esprimono parere favorevole, la domanda viene trasmessa al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed infine uno speciale Decreto del Presidente della repubblica riconosce la DOC e ne sancisce il disciplinare di produzione, che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

 

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