PALAZZO DUCALE

Palazzo DucaleIl Palazzo Ducale è uno dei simboli della storia di Venezia da sempre, attraversando il periodo della Repubblica e superando le dominazioni successive fino ad arrivare all’annessione allo Stato italiano.

L’intensa e travagliata storia della struttura, centro e simbolo dell’attività politica veneziana, passa attraverso incendi devastanti che nel corso dei secoli ne ha determinato ristrutturazioni e cambiamenti significativi fino all’attuale struttura, esplosione di stili e meta indiscussa di esperti d’arte e non.

Venezia ha sempre dato molta importanza al Palazzo e i vari Dogi che si sono alternati alla guida della Serenissima sono sempre stati attenti a restaurarlo secondo i canoni dell’architettura più moderna.

Le origini del Palazzo Ducale e i primi incendi:

La costruzione del Palazzo Ducale ebbe inizio in seguito allo spostamento della sede del Governo dall’isola di Malamocco a Rialto (allora Rivoalto) da parte dell’allora Doge Angelo Partecipazio nel 810. Risalire alla costruzione originale del Palazzo Ducale è molto difficile considerati gli innumerevoli rifacimenti che la costruzione ha subito. E’ ipotizzabile che diverse costruzioni fossero ammassate nella zona centrale e protette da una fortificazione esterna e torri angolari, come testimoniano i resti di questo tipo tutt’ora visibili. L’unico documento giunto fino ai giorni nostri che possa fornire qualche indicazione su come fosse strutturato originariamente il Palazzo Ducale è il tracciato riscontrabile in una pianta di Venezia.                    

Durante il 900 il Palazzo fu quasi interamente distrutto da un terribile incendio e la sua ricostruzione fu voluta dal Doge Sebastiano Ziani che ristrutturò totalmente l’intera area occupata dal Palazzo prima della sciagura. Il Doge chiese la costruzione di due edifici separati, uno da erigere nei pressi del Bacino per ospitare tutti gli uffici inerenti alle funzioni di Governo e l’altra verso la piazza, all’interno del quale convogliare gli uffici della Giustizia. La nuova costruzione simboleggia anche un importante passaggio storico: dall’area fortificata e inaccessibile si passa ad una struttura aperta verso la città e i cittadini possono interagire con l’attività di Governo, non subendola semplicemente.

Gli incendi e i rifacimenti successivi hanno quasi completamente cancellato questa fase della costruzione, della quale sopravvivono davvero pochissimi elementi come i pavimenti in cotto a spina di pesce. E’ presumibile che la forma architettonica, in questa fase, non si distacchi molto da quella di costruzioni come il Fontego dei Turchi.

L’ampliamento dovuto alla “Serrata del Maggior Consiglio”

La “Serrata del Maggior Consiglio” è il nome storico che viene dato alla battaglia politica combattuta tra il partito degli aristocratici e quello popolare per limitare prima, e proibire poi, l’accesso dei nuovi nobili nel Maggior Consiglio. Dopo l’approvazione della legge che garantiva agli aristocratici la presenza costante nel Consiglio e ne escludeva la nobiltà , il numero dei partecipanti all’assemblea aumentò sensibilmente, tanto da rendere necessario l’ampliamento del Palazzo. L’aspetto che Palazzo Ducale ha oggi è frutto di tali lavori che iniziarono intorno al 1340 e si concentrarono sulla costruzione all’interno della quale erano raggruppati gli uffici del Governo.

Per la nuova architettura viene scelto lo stile gotico, molto in voga in quegli anni. Diversi sono i maestri coinvolti nella grande opera di rifacimento, tra questi spicca il nome del pittore Guariento che nel 1365 affrescò una parete della sala. Il Maggior Consiglio tenne la prima riunione nella nuova sala per la prima volta nell’anno 1419.

Si dovrà aspettare ancora qualche anno affinché l’opera di rinnovamento del Palazzo si espanda anche all’altra area, quella degli uffici di Giustizia per volontà del Doge Francesco Foscari. La nuova struttura dell’edificio diviene, di fatto, il proseguimento del Palazzo del Governo. Il primo piano fu costruito con una serie di logge aperte, in modo da favorire l’ingresso della luce. La facciata sul molo, i finestroni e il coronamento a pinnacoli hanno tutti le stesse decorazioni che forniscono una visione d’insieme davvero suggestiva. Sullo stesso piano della Sala del Maggior Consiglio fu costruito un ampio salone. La facciata che da sulla piazzetta è l’ultima parte del palazzo che viene completata, assieme alla Porta della Carta, prima di iniziare i lavori nelle altre aree.

Gli incendi e la nuova architettura

Poco dopo la fine dei lavori, un altro incendio avvolge il lato della struttura che si affaccia sul canale, dove è ospitato l’appartamento del Doge. I lavori di restauro vengono affidati ad Antonio Rizzo che opta per la costruzione di un nuovo edificio che copra l’intera distanza che va dal Ponte della Canonica al Ponte Paglia, in stile Rinascimentale. Nel corso degli anni i lavori passano sotto la guida esperta di Pietro Lombardo che, dopo la fine del restauro degli appartamenti ducali del 1510, realizza la “Scala dei Giganti” e scolpisce le decorazioni della facciata.

Il completamento del palazzo viene sancito dalla messa in opera di due grandi statue di Marte e Nettuno nel 1567, ma l’assegnazione degli uffici agli organi di stato era già avvenuta nel 1559 sotto l’opera artistica di Antonio Abbondi, detto lo “Scarpagnino”. La nuova struttura subisce l’ennesimo incendio nel 1574, con il danneggiamento di alcune delle sale del secondo piano nell’ala che affaccia sul canale. L’incendio non danneggia le strutture portanti ed è quindi possibile iniziare subito i lavori di restauro che si prolungheranno fino al 1577 quando, appena terminati, il fuoco divorerà i dipinti di Pisanello, Alvise Vivarini, Gentile da Fabriano, Bellini, Pordenone, Carpaccio, Tiziano che decoravano le sale del Maggior Consiglio e dello Scrutinio.

Ancora una volta la struttura non esce eccessivamente danneggiata e verrà restaurata seguendo il suo aspetto originale. Nel 1797 le truppe francesi di Napoleone Bonaparte entrano a Venezia e la Serenissima Repubblica è costretta a cedere il comando. Il Palazzo Ducale viene utilizzato come centro delle attività politiche sia durante la dominazione francese che durante quella austriaca. Nel 1866, quando anche Venezia a far parte del neonato stato italiano, nel Palazzo Ducale sono alloggiati diversi uffici e la Biblioteca Nazionale Marciana.

L’importanza del Palazzo Ducale è testimoniata anche dall’ingente somma varata dallo stato Italiano  per un radicale restauro della struttura, nonostante i bilanci siano drammaticamente in rosso per l’acquisizione di tutti i debiti dei vari Stati confluiti nell’Italia. Alla fine dell’Ottocento quindi, il Palazzo viene nuovamente ristrutturato: i capitelli del porticato vengono rimessi a nuovo ed oggi sono il centro del Museo dell’Opera. Dal 1996 il Palazzo Ducale fa parte dei Musei Civici di Venezia, dopo che lo Stato, nel 1923, ne aveva affidato al Comune la gestione, aprendolo al pubblico come museo.

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