La Voga alla Veneta: Il Cuore della Venezianità

Quando dietro una barca si ascoltano le voci di una venezia nascosta, di una venezia che và oltre la gondola

“Mentre di solito si legano alle porte gli animali…

…Voi legate le vostre barche.”

cassiodoro, 536-537 d.c.

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La tecnica della cosidetta voga alla veneta ha origini antiche che derivano dalla particolare condizione idrogeologica della nostra laguna. Non c’è infatti riscontro che questo tipo di vogata,assolutamente originale, venga praticata altrove, se non importata da qualche raro appassionato.

Vogare in piedi per vedere chiaramente dove ci fosse sufficiente fondale, nell’intrico di canali, palùi e barene della laguna veneta era una necessità come anche l’uso di barche dal fondo piatto, senza chiglia, abbastanza leggere da essere condotte anche da un solo vogatore magari con l’aiuto di una vela al terzo (vela di forma trapezoidale tipica delle nostre zone) decorata a vivaci colori.
La voga con i due remi incrociati detta “ala valesana“, che si praticava e tuttora si pratica nelle barene e nella valli da pesca, era impraticabile negli stretti spazi come i canali di Venezia a causa del traffico di barche. I vogatori affinarono pertanto una tecnica particolare di voga ad un remo per fare a meno anche del timone, facilitati in questo dalla realizzazione di barche dalla forma asimmetrica.

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