Chioggia città d’arte e di pesca

Recentemente dichiarata città d’arte, denominata poi “piccola Venezia“, Chioggia sorge e trova il suo apice tra il mare Adriatico e la laguna di Venezia. Questi fattori combinati tra loro l’hanno resa il polo principale del Nord Italia e non solo per la Pesca.

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Ma è bene precisare che non è solo una città che vive di pesca bensì di una culla storica dalle origini antichissime: dall’impero Bizantino ai quali risalgono i primi documenti, fino alla dominazione romana, riscontrabile ancora oggi in alcuni scorci e nelle sue pietre.

Contraddistinta da un potente spirito patriottico, Chioggia fu l’arena di guerre tra popoli che lottavano con passione per la propria autonomia. Una di queste fu la battaglia tra la Repubblica di Genova e la Serenissima Repubblica di Venezia. Successivamente nel 1798 la città resta sotto il dominio dell’Austria.

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Nell’immenso patrimonio culturale spiccano personaggi famosi che hanno fatto la storia di Chioggia, ad esempio: Rosalba Carriera ,Giovanni della Croce detto “il chiosotto”, Lina Merlin,  Stefano Andrea Renier, Padre Raimondo Calcagno , solo per citarne alcuni, e per ultimo ma non meno importante “ il Goldoni“, che vi abitò per alcuni anni e proprio a Chioggia realizzò una delle sue commedie più famose “Le baruffe chiosotte”

Economicamente ,Chioggia, ha come risorsa principale la pesca,la produzione agricola ma soprattutto nella produzione ortofrutticola e alcuni molto noti come il radicchio. Ed inoltre produzioni di legno di piccoli artigiani, e i cantieri navali ”squeri”.

Vecchi Pescatori curvi e frettolosi aggiustano le reti bruciate dal salso, tenendole tese con le dita dei piedi; la calle rasente il canale fitto di barche, il mare freme nella prima mattina il maestrale che lo inazzurra, la terra si delinea bassa nel rancore del sole appena sorto,qualche trama di nubi da tutta l’aria una penombra d’argento.

 

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Sulla città lontana la luce si alterna alle ombre, le case fitte di finestre,le cupole e i campanili splendono in parte non è il vento degli approdi che spira è il vento delle partenze i bragozzi dalle prue scudate hanno issato le vele e scattano verso il mare.

Su quelle distese di più liquide delle acque marine in cui la luna ed il sole si affondano con un senso di smarrimento, sono di madreperla nella buona stagione, di un azzurro uniforme ed intenso nel tardo autunno e nell’inverno prendono riflessi bianchi da regione polare sotto il sole di un rosso vivo.

 

 

 

Il rosso è il colore della città: rosso dei tramonti sulla laguna di Chioggia e delle albe sul mare; rosso delle case, e ocra delle vele tradizionali; rosso fuoco dell’indole passionale dei suoi abitanti; rosso dei barboni (triglie) e del pesce appena catturato. Rosso è anche il colore del mercato del pesce al minuto, o meglio del tendone che lo protegge e che tinge la luce che gli filtra attraverso e che cade sui banchi.

Una linea di terra che non appartiene a blande tradizioni ma a chi vi ci abita, ne respira i sapori e la ama senza paragoni: “…Il pescatore chioggiotto conosce il fondo del mare come il contadino la propria terra….”

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