Venezia e il Caffè

Aproposito dei  caffè dove si vendeva la “Gazzetta”(anticamente chiamati botteghe da acque), questi hanno rappresentato nei secoli per i veneziani luoghi di incontro, di convegno letterario, ma anche di cospirazione politica, come avvenne nel 1848.

Florian

Il primo italiano a menzionare il caffè fu proprio un veneziano, Gianfrancesco Morosini, Bailo a Costantinopoli, che nella sua “Relazione della Porta Ottomana” letta nel 1585 al Senato, racconta come i turchi usassero “di bere pubblicamente, così nelle botteghe, come anco per le strade, non solo uomini bassi, ma anche de’ più principali, un’acqua nera, bollente quando possono sofferire, che si cava d’una semente, che chiaman kahvé la quale dicono che ha la virtù di far stare l’uomo svegliato”.

Già nel 1683 (all’inizio di quel secolo veniva venduto come pianta medicinale) c’era sotto le Procuratie una bottega de caffè all’insegna “dell’Arabo”,poiché gestita appunto da un arabo. Ben presto nella sola Piazza San Marco se ne contarono una trentina, tra cui il “Florian” ( considerato il più antico caffè d’Europa, conserva i rivestimenti in legno, i tavoli con piani in marmo e gli specchi con le cornici dorate del 1720).

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