La calle più stretta

Calle Varisco ( 53 cm di larghezza)

Calle Varisco ( 53 cm di larghezza)

La calle più stretta– Una leggenda? No, solo realtà morfologica di una città unica nel suo genere.

Ci si chiede se sia possibile perdersi tra le calli, si immaginano scenari amorosi, vecchie lampade fiocamente accese che gettano sulle calli più ombre che luci. Eppure la calle più stretta, quella forse più oscura esiste…

Per prima cosa localizziamoci. Siamo a Fondamente Nove. Inoltrandosi verso la zona di San Canciano, si trova la calle più stretta che possiate percorrere a Venezia.

Si tratta dell’estremità finale di Calle Varisco che arriva a una larghezza di 53 cm. Essa non è una via di passaggio: finisce infatti in un canale, ma è molto suggestivo trovarsi improvvisamente immersi in quel restringimento inaspettato sormontato da deliziosi piccoli archi. La sera, poi quando il sole cala, la calle si tinge di una luce tremolante e ma incredibilmente stabile grazie ai lampioni sparsi per tutta Venezia, rendendo l’atmosfera suggestiva e magica.

Magica, o superstiziosamente incredibile: si dice infatti , secondo una leggenda che questo tratto di strada non possa essere attraversato da un assassino. Le pareti della calle infatti si restringerebbero sempre di più fino a stritolarlo, per punire cosi l’anima sporca dell’assassino.

Differentemente invece la situazione cambia  quando si parla di altre due calli veneziane strette ma che sono VIE DI PASSAGGIO, cioè la “calesela de l’Ochio Grosso” a Castello larga solamente 58 cm, e “Ramo de Ca’ Zusto”a Santa Croce, nelle quali il passaggio simultaneo di due persone può diventare problematico.

Dalle calli strette si passa alla più larga di Venezia cioè: Rio Terà Garibaldi (setr. di Castello) nato a seguito di un decreto napoleonico (grazie alla copertura di un lungo tratto di canale) ha una larghezza di 18 metri circa.

Altro tratto insolitamente largo possiamo trovarlo in Strada Nova, dalla stazione ferroviaria verso Campo Santi Apostoli.

Ciò accade a causa di sventramenti e interramenti dovuti a un progetto passato alquanto fantomatico, una sorta di “boulevard” che doveva attraversare la città conducendo a un arco trionfale che ancora oggi possiamo trovare ai Giardini di Castello.

Malgrado tutte le incongruenze a livello urbanistico e architettonico Venezia si delinea armoniosamente fra opere di origine naturale (un canale che curva, un terreno difficile da consolidare) e umane che a loro volta hanno costruito seguendo l’evolversi della natura stessa facendo si che nascesse una civiltà duratura nel tempo.

Ogni insula originaria aveva la propria chiesa (la suddivisione più piccola della città dopo i sestrieri avviene grazie alle parrocchie), il palazzo della famiglia patrizia che sovrintendeva a quella porzione di città, la Scoletta di devozione, il pozzo pubblico e tutto attorno case e botteghe di artigiani e commercianti.

Fu il celebre architetto “Le Corbusier” a definire Venezia come “IL PIU’ PRODIGIOSO AVVENIMENTO URBANISTICO NELLA STORIA DELL’UOMO”. Essa verrà sempre ricordata per la sua struttura, le sue calli misteriose, la sua terra fragile e la sua laguna che le si stringe attorno come una collana in costante evoluzione. Indissolubilmente e sublimamente Venezia e la sua laguna.

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