La Polenta è servita

polentaLa polenta è il cuore della casa veneta, il simbolo popolare della sua cucina. Anche se a Venezia esistevano dolci fatti con farina gialla prima della scoperta dell’America e già dalla metà del 17°secolo in Friuli si faceva la polenta con il “grano saraceno”, il che fa pensare che il mais sia arrivato nel Veneto attraverso i traffici veneziani con l’Oriente, le prime coltivazioni di mais si ebbero molto dopo. Solo allora i tradizionali cereali, in uso fin dai tempi dei romani, come il frumento, la segala, il farro, l’avena, l’orzo, il miglio vennero affiancati e in molti casi sostituiti dal mais americano, chiamato anche grano turco, e dalla patata. L’uso della polenta di granoturco  risolse molti dei problemi alimentari delle popolazioni povere, fino a quando , nella metà del 18°secolo, il grande consumo di questo alimento fu considerato la causa della pellagra. Ci vollero molti anni prima di capire che la pellagra era dovuta ad una carenza di vitamine e che il mais avrebbe potuto continuare ad essere la base della alimentazione purchè si provvedesse ad una giuta integrazione. La preparazione della polenta è da sempre la stessa: si fa cuocere la farina in acqua o brodo, vi si aggiunge burro, latte, formaggio, carne sughi o altro e si ottengono la polenta impastizada (pasticciata), la polenta infasolà (con i fagioli), la polenta onta (unta): tutte preparazioni attuali che si rifanno ad antica usanza

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