La Festa della Salute

La Festa dellaSalute è sicuramente quella dall’impatto meno “turistico”,e che evoca un sincero sentimento religioso popolare.

Anche questa festività, come quella del Redentore, ricorda un’altra terribile pestilenza, quella del
biennio 1630-31, e il conseguente voto pronunciato dal Doge per ottenere l’intercessione della Vergine.

Nel ‘600 la Serenissima combatteva per liberare i territori italiani dagli spagnoli. Assieme agli spagnoli c’erano i
tedeschi. E, con i tedeschi, arrivò anche il morbo della peste.Tempio Madonna della salute

Nel giugno del 1630 l’epidemia si diffuse dalla zona di San Vio per tutta la città.

I Provveditori alla Sanità, già operanti durante la grossa epidemia del 1575, emanarono molte disposizioni come bonificare
le case insane, dividere gli ammalati nei vari ospedali e mandare a lavorare nelle campagne le persone non infette. Il
patriarca Giovanni Tiepolo ordinò preghiere pubbliche in tutta la città e processioni. Le vittime solo nel mese di novembre
furono 11.966. Si pensò allora di fare un voto di edificare un tempio a Dio, come avevano già fatto con la chiesa del Redentore nel 1576, dedicando alla Madonna una Chiesa alla Vergine Santissima intitolandola Santa Maria della Salute. Dopo un anno e mezzo e con quasi 50.000 vittime la peste finì.

La progettazione della Basilica fu affidata al giovane architetto Baldassarre Longhena. Il suo progetto rispondeva alle esigenze di grandiosità richieste dalla Serenissima: una chiesa che doveva esaltare la Vergine e al
tempo stesso la Repubblica. La basilica fu consacrata nel 1687.

A tutt’oggi migliaia di cittadini il 21 novembre percorrono il ponte votivo su barche costruito apposta per
l’occasione allo scopo di collegare i due lati del Canal Grande all’altezza di Santa maria del Giglio
, e permettere ai
fedeli di arrivare davanti all’altare maggiore dell’imponente Chiesa della Salute per accendere un cero affinché interceda per
la loro salute. Perpetuano così il secolare vincolo di gratitudine che lega la città alla Vergine Maria.

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