Il Ponte votivo e la Festa del Redentore

Dalla cerimonia religiosa alla festa profana, il passo è breve: Ogni ricorrenza del Santo Patrono,ogni festività sacra ha sempre sviluppato in parallelo una fiera, una sagra o un qualche festeggiamento. La ricorrenza del Redentore non fa eccezione e, poiché si svolge in una città d’acqua come Venezia, era più che naturale che la festa si effettuasse sul canale, in questo caso il Canale della Giudecca. Anche la stagione, Luglio,invita a passare la notte alla frescura lagunare e quindi la Festa del Redentore è entrata di diritto tra i “freschi”, ossia le serate estive passate in barca in laguna o nei canali in cerca di refrigerio e, con l’andar del tempo,si è aggiudicata il posto d’onore.

Gli antichi dipinti ci mostrano infatti una miriade di imbarcazioni attorno al ponte votivo ed anche il breve appunto trovato sulla gazeta di Mutio Lumina ci porla di divertimenti e di giochi sull’acqua.

Anche il ponte, però, ha subito in qualche modo un’evoluzione nel tempo: dopo il primo, enorme e spettacolare sulle 80 galere, già nel 1604 il Sansovino ci dice che “…tra tanto le dette Scuole,Religioni & Congregazioni inviatesi alla visita di della chiesa, passano il primo ponte posticcio,fabbricato al traghetto di S.Maria Zobenigo sopra tante piante, poi il secondo parimento, che getta dalla fondamenta presso la Chiesa dello Spirito Santoper dritta linea al Redentore,che è un lungo tratto di via.” e quindi era già funzionante il sistema del doppio ponte, quello che collegava campo Santa Maria del Giglio alla riva opposta del Canal Grande  – come avviene ancora oggi in occasione delle celebrazioni per la Madonna della Salute – e quello tradizionale sul Canale della Giudecca.Ormai le galere non c’erano più, sostituite da più pratiche ed economiche zattere.

Alla fine dell’Ottocento e agli inizi del secolo scorso,il ponte poggiava su peàte, le grandi barche dal fondo piatto utilizzate per il trasporto di materiali pesanti come carbone e legname.

Ph-GhezzoClaudio-Redentore--0184

Oggi il ponte è limitato al collegamento tra le Zattere e la Chiesa del Redentore; per un certo periodo è stato costruito dal genio dell’esercito con una robusta e spartana struttura in ferro, com’è tipico nei ponti mobili militari. Nel 2002, però, la società INSULA ne ha commissionato uno nuovo alla ditta milanese – con officine nel trevigiano – Ingemar,specializzata in ponti e strutture galleggianti.

Questo Ponte è infatti quanto di più tecnologicamente avanzato ci può offrire la scienza moderna, che ha dovuto mediare la struttura avveniristica con un aspetto “tradizionale” che si amalgamasse con l’ambiente e, soprattutto, richiamasse alle menti quello delle tradizioni: le antiche barche sono state sostituite da unità inaffondabili in polietilene, ma il piano di calpestio e il corrimano continuano ad essere in legno. Particolare attenzione è stata posta all’illuminazione che non si limita ai lampioni che indicano il percorso, ma punta anche verso l’acqua per creare effetti di luce particolarmente scenografici e suggestivi. Com’era avvenuto con gli antichi ponti, anche in questo nuovo vi è un varco centrale per consentire il passaggio delle barche e, in tempi recenti, dei vaporetti.

Il Ponte votivo viene montato nei giorni precedenti la festa e smontato il lunedì successivo.

Il Ponte in cifre

Lunghezza Complessiva  334 m

Larghezza                                    4m   

“Barche” di supporto         34

Distanza tra i supporti      20 m

Peso totale                                  340 tonnellate

Lampade di illuminazione    136

Persone ospitabili contemporaneamente  6.500

Una risposta a “Il Ponte votivo e la Festa del Redentore

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