Scuola dei Medici

La Medicina fu sempre considerata nella Repubblica di Venezia un’arte nobile, superiore agli altri mestieri; essa comprendeva due Collegi, quello dei medici fisici, ovvero i medici veri e propri, sotto la protezione dei Santi Cosma e Damiano, e quello dei medici da piaghe o cirologi, i chirurghi, sotto la Vergine e San Marco.

I medici che potevano esercitare la professione in uno studio privato o dipendenti dello Stato, dovevano aver ottenuto la conventatio, laurea, presso l’Università di Padova. Solo in particolari casi si erano concesse lauree anche a Venezia, benchè nella città non esistesse una vera e propria organizzazione universitaria.

Vi erano parimenti nel territorio veneto molti ciarlatani e guaritori che si dedicavano alla cura della gente, il fenomeno andò tanto a diffondersi nel XIV secolo che, per combatterlo, il Priore del Collegio dei Fisici fece stampare, ogni due anni, il Rotollo cioè una lista di nominativi di tutti i medici approbati, cioè ufficialmente autorizzati ad esercitare la professione; l’elenco doveva essere esposto in tutte le botteghe degli speziali da medicine.

Il Capitulare medicorum risale al mese di aprile del 1258, al tempo del doge Zeno Renier, in esso si leggono varie disposizioni quali: l’obbligo di assistere scrupolosamente qualunque malato, il divieto di stringere accordi con farmacisti così da ricavar illeciti guadagni, l’impegno di preparare polveri, sciroppi, impiastri ed un guenti secondo le norme della buona fisica, seguendo le regole dell’antidotario, l’obbligo di vigilare affinchè gli speziali non si dedicassero alle cure, alla somministrazione dei farmaci, alle diagnosi, all’esame delle orine se non sotto la diretta sorveglianza dei medici.

La corporazione dipendeva dal Magistrato alla Sanità e dai Provveditori della salute di terra, cui si unirono due cittadini di ogni sestiere.

La storia dell’arte fu caratterizzata sempre da un fiero antagonismo, fonte di continue polemiche, fra il Collegio dei Medici e quello dei Chirurghi, nell’intento di prevalere gli uni sugli altri. I Provveditori alla Sanità, al fine di risolvere la questione, deliberarono il 23 novembre 1545 di unire le due corporazioni. Tuttavia i problemi non furono mai del tutto superati.

La Scuola ebbe varie sedi occasionali come la Chiesa di San Paternian, il Convento dei Padri Carmelitani, il Convento di Santo Stefano, il Convento dei Frari, e la Scuola di San Teodoro.

Finalmente, dal 1671, ebbe dimora fissa in un edificio in Campo San Giacomo dell’Orio, al civico 1505 di Santa Croce, detto Teatro Anatomico.

Una Legge del 1368 prescriveva infatti che, in un dato periodo dell’anno, si dovesse fare a Venezia l’anatomia de’ cadaveri, cosa che venne puntualmente eseguita nella sede sociale della Scuola fino ai primi anni dell’Ottocento quando, chiuso il teatro anatomico, le sezioni cadaveriche vennero fatte presso l’Ospedale Civile.

L’edificio in Campo San Giacomo dell’Orio fu restaurato e riaperto prima nel 1763 e nuovamente dopo l’incendio del 1800.

Chiusa la Scuola, fu utilizzato per un po’ di tempo come deposito di pietre e calce e come abitazione. Successivamente fu aperta un’Osteria A la Vida, per alcune viti che facilmente presero possesso dei tralicci esterni il fabbricato, per diventare oggi uffici pubblici della Regione del Veneto.

Sul portale in pietra d’Istria è ancora leggibile l’iscrizione D.O.M./MEDICORUM PHISICORUM/ COLLEGIUM.

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Dalla Scuola prendono nome il vicino ponte, il sottoportico e la corte detti dell’anatomia.

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