Chiesetta di S. Sofia

La chiesa di Santa Sofia è un edificio religioso, situato nel sestiere di Cannaregio. La parte superiore dell’edificio, con il suo campanile, si vede emergere seminascosta dalle case, di fronte al campo omonimo al quale la chiesa dà il nome.
Quest’ultima subì una ristrutturazione nel 1225, poi nel XV secolo, nel 1508, e l’ultima verso la fine del seicento, ad opera di Antonio Gaspari, che gli diede l’aspetto attuale. Oggi si può accedere da un vestibolo collocato fra le case che si affacciano sulla Strada Nova. L’interno ha mantenuto le tre navate, con arcate a tutto sesto della navata e del presbiterio. Il campanile conserva una parte della canna originaria, ma si nota dalla struttura che è stato ridimensionato, forse per problemi di stabilità. Prima di tale ridimensionamento aveva due ordini di lesene, una cella a trionfale e il coronamento a cuspide.
Voluta in questa posizione dalla famiglia nobile Gussoni e da Giorgio Tribuno nel 1020, aveva nella sua prima costruzione tre navate con bellissime absidi ottagonali.

La chiesa fu molto amata dal grande musicista veneto Benedetto Marcello che per essa compose vari dei suoi celebri Salmi. In questa chiesa egli volle che si svolgesse il suo funerale. La chiesa subì un grande ridimensionamento nella struttura nell’Ottocento, quando venne creata la Strada Nova. I lavori di allargamento di questa strada, che portano dal Ponte delle Guglie alla parrocchia di Santi Apostoli obbligarono i veneziani a ridurne le dimensioni. Fu soppressa nel 1810, per poi essere venduta a un ebreo mercante, il quale la trasformò in magazzino e disperse le suppellettili. La chiesa fu riaperta nel 1836 come succursale di San Felice.

L’INTERNO,conserva, oltre a due tele di Bottega dei Bassano (fineXVI sec.): il Presepio e Cristo deriso (ai lati del Presbiterio), quattro statue: S. Luca, S.Andrea , Ss.Cosma e Damiano (due sulla’ Alt. Maggiore, due sui lati della porta d’ingresso.), sculture prossime all’arte di Antonio Rizzo (II metà XV sec.), già sull’altare della Scuola sei Barbieri (1468), nella ex chiesa dei Servi.

In SAGRESTIA: Vergine col putto,framm. di bella e vigorosa scultura gotica (XV sec.)

 

 

 

 

 

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