Torcello

Come raggiungere Torcello

Per arrivare a Torcello, da Venezia, ci sono due opzioni:

  • Trasporto pubblico: linea LN di vaporetto da Fondamenta Nuove o da San Zaccaria. Si impiegano circa 50 minuti (5 minuti se si parte da Burano)

 

LA VISITA 

Da Burano, in pochi minuti oltrepassando il canale di Mazzorbo e il Canale dei Borgognoni si approda a Torcello.

Nel mezzo dell’isola si ergono gli ultimi avanzi, le poche memorie di ciò che fu l’austera civiltà di secoli lontani, fra i quali la Cattedrale e la chiesa di Santa Fosca.

Scomparsi i segni del dominio e della prosperità, dispersi,chiese e ville, palazzi, conventi,il percorso delle antiche vicende ci assale. Nei tempi paurosi e tristi quando sotto l’infuriar degli Unni e dei Longobardi, fra il V e il VII sec., le popolazioni romane della terraferma veneta fuggivano per trovar difesa e rifugio nelle isole dell’estuario vicino, fu allora che Torcello e le isole d’intorno accolsero gran parte dei fuggiaschi di Altino.

La leggenda anzi racconta come il grosso della popolazione,abbandonando la propria città, seguendo una voce che veniva dal cielo si fosse rifugiata in queste isole, e all’isola maggiore, a ricordo della Torre della patria perduta, avesse dato il nome di Turris, da cui Torcello (Turticellum).

Nel 638 il Vescovo di Altino, recando seco i Corpi Santi e le reliquie, traferì qui la sua sede che, sempre più ridotta di autorità e di mezzi, continuò a esistere fin quasi al tramonto della Repubblica.

Nei Tempi più prosperi Torcello era divenuto uno dei centri più importanti con Chiese e Monumenti, con fiorenti industrie, specie quella della lana, che quivi avrebbe avuto esclusivo sviluppo sino al XIV sec. Ebbe governo autonomo (podestà e Consiglio) con Magistrature e nobiltà proprie, sino a che per l’essere sorto a poca distanza un centro quale Venezi, più ricco e potente, per l’impoverimento dei traffici, per l’impaludamento progressivo delle acque, Torcello definitivamente decadde.

Scesi nell’isola, costeggiato lo stretto canale interno, oltrepassato in un breve ponticello si giunge nella Piazzetta: nel mezzo dello spazio erboso rozza SEDIA DI MARMO, che la leggenda popolare indica come la ” Sedia di Attila” e che una più attendibile ipotesi fa credere usata dai tribuni dell’isola per rendere giustizia; intorno, da un lato, il pittoresco Palazzetto gotico del XIV sec., un tempo SEDE DELCONSIGLIO dell’isola, e dall’altro la piccola costruzione del PALAZZO DELL’ARCHIVIO, entrambi oggi sede del Museo dell’Estuario. Fra i due edifici sorgeva il Palazzo del Podestà completamente distrutto. Dal  lato opposto la Chiesa di S.ta fosca e la solenne Cattedrale con gli avanzi del Battistero.