44a edizione della Vogalonga è fissata per il 20 maggio 2018

Tutto iniziò con una regata tra amici su ‘mascarete’ il giorno di San Martino del 1974.

Gli appassionati della voga alla veneta in quegli anni erano pochi e isolati, in un mondo che era volto sempre più al motore.

Questo piccolo gruppo di veneziani stanchi “de ‘ciacolar’ e di ‘sentir ciacolar’ sulle sorti della città e della laguna, hanno richiamato i cittadini alle armi, ovvero all’arma di sempre, il remo”. Fu cosi che prese avvio l’idea di ideare una vogata non competitiva invitando tutti gli appassionati del remo e di unirsi contro il degrado della città ed il moto ondoso e per il ripristino delle tradizioni veneziane.

Da questo spontaneo e genuino atto nacque l’avventura della Vogalonga, bandita il 26 gennaio 1975.

Fu tracciato un percorso di 30km attraverso i canali e i  luoghi più ameni e pittoreschi della laguna di Venezia.

Il primo raduno venne fissato nel Bacino San Marco di fronte a Palazzo Ducale il giorno della “Sensa” l’8 maggio 1975

In realtà , quel giorno, nessuno si aspettava una tale emozione: lo spettacolo di 500 imbarcazioni, giunte silenziose, con circa 1500 partecipanti, con l’acqua del Bacino calma, ad attenderle, il colpo di cannone e poi quel fruscio di tanti remi assieme.

Questo evento che oggi è uno dei più importanti appuntamenti dell’anno legati allo sport e alle tradizioni di Venezia, un evento che nelle ultime edizioni ha visto la partecipazione di oltre 1500 imbarcazioni e di circa 6000 vogatori provenienti da Venezia e da tutto il mondo.

Ieri come oggi : si potranno ammirare le gondole, i pupparini e poi il ”sandolo”, la ”mascareta”, la ”caorlina”, la ”topa”, la ”peata”, la ”vipera” lo ”s’ciopón” e tante altre, assieme alle barche più prestigiose delle società sportive veneziane e ai campioni del remo con le intere famiglie .

La manifestazione è il frutto di un atto d’amore per Venezia e l’acqua che la circonda, per la laguna e le sue isole; una festa nata con l’obiettivo di favorire la conoscenza e la consapevolezza del rispetto per la natura e la cultura della città, valorizzando la tradizione della voga e le imbarcazioni tipiche veneziane per contestare pacificamente l’abitudine sempre più diffusa di scegliere imbarcazioni a motore. E proprio quest’ultime sono viste come importante causa del fenomeno del moto ondoso e dei suoi devastanti effetti che minano la particolare struttura della città.